domenica 31 maggio 2020
domenica 19 aprile 2020
Appello Comitato Antifascista: intoniamo tutti Bella Ciao il 25 aprile alle 15
Settantacinquesimo Anniversario della Liberazione. C'è bisogno di unità, solidarietà, speranza.
Ogni 25 aprile ci si ritrova per festeggiare la liberazione dal nazifascismo e per rilanciare i valori e principi della Costituzione repubblicana che costituisce l'eredità più preziosa della Resistenza italiana. Quest’anno il nostro Paese e il mondo intero stanno vivendo
momenti drammatici causati dalla pandemia di coronavirus che sta provocando decine di migliaia di vittime. All'emergenza sanitaria si aggiunge una emergenza sociale ed economica che desta in tutti noi profonda preoccupazione. In un momento in cui siamo costretti all’isolamento per combattere un nemico invisibile, in cui la distanza sociale ci rende un po’ più soli, possiamo e dobbiamo stringerci
e sostenerci.
A 75 anni dalla sconfitta del nazifascismo e dalla Liberazione, dobbiamo rilanciare, oggi più che mai, i valori della solidarietà, della dedizione al bene comune, della tolleranza. Mai come in questo momento va sconfitta la chiusura egoistica, il nazionalismo, la crescente e violenta deriva razzista, xenofoba e antisemita che sta attraversando l'Europa e il nostro stesso Paese.
Nella ricorrenza del 75° anniversario della Liberazione non si potranno svolgere a Milano, nei modi consueti, la manifestazione nazionale promossa dal Comitato Permanente Antifascista, e le numerose iniziative pubbliche che ogni anno mettiamo in campo. Ma non ci fermeremo. Il 25 aprile alle ore 15, l'ora in cui ogni anno parte a Milano la grande manifestazione nazionale promossa dal Comitato Permanente Antifascista, invitiamo tutti caldamente ad esporre dalle finestre, dai balconi, il tricolore, e ad intonare "Bella Ciao ". Ci sembra questo un segnale importante per Milano, Città Medaglia d'Oro della Resistenza, da parte del Comitato Permanente Antifascista che riunisce tutte le Associazioni della Resistenza ( Anpi, Aned, Fiap, Anppia, Fivl, Associazione nazionale partigiani cristiani, Centro Puecher), i Sindacati, le forze politiche, le Associazioni democratiche. Il 25 aprile è e deve essere una giornata di unità, di solidarietà, di speranza di tutti gli italiani, che credono nei principi dell'antifascismo e della Costituzione repubblicana, indipendentemente dalle loro convinzioni e dalla loro fede politica.
Roberto Cenati – Presidente Comitato Permanente Antifascista
giovedì 16 aprile 2020
Questo particolare 25 aprile
Uscimmo dal dopoguerra con la Costituzione e la ricostruzione. Così dovremo fare ancora per un Paese libero, uguale, solidale
Foto Imagoeconomica
Questo è dunque per noi, prima di tutto, il 25 aprile, il giorno della Liberazione, il giorno della memoria, il giorno della conoscenza di ciò che è accaduto nel nostro Paese, dopo la caduta del fascismo che per anni aveva distrutto la libertà e la speranza di ognuno e per molti anche la vita. Certo, oggi è difficile “festeggiare”, ma è doveroso riflettere, essere solidali con coloro che soffrono e con coloro che cercano di salvare tante vite, con un sacrificio personale di grande rilievo e di grande pericolosità. Ma se la memoria deve essere, prima di tutto, conoscenza e consapevolezza, il 25 aprile dobbiamo necessariamente guardarci attorno e pensare al futuro, che si profila pessimo, estremamente difficile, fortemente pericoloso. Avremo, quando saranno finiti gli effetti immediati del Coronavirus, degli effetti economici e sociali di una gravità inaudita. E come sempre (l’esperienza degli anni 20 insegna) situazioni del genere sono molto pericolose per la stessa democrazia.
“Festeggiare” il 25 aprile significa, dunque, oggi anche capire il presente e prepararci per l’avvenire. Toccherà ancora una volta ai più consapevoli (e speriamo siano la maggioranza del Paese) prendere in mano il destino proprio e quello della nazione, combattendo le disuguaglianze e la povertà, creando condizioni di lavoro e di vita improntate ad una profonda socialità; occorrerà un impegno fortissimo di chiunque ami la libertà e creda nella Costituzione, fare il possibile per liberarci non solo dai guai sanitari, ma anche dei problemi economici e sociali che inevitabilmente colpiranno il Paese.
La presidente nazionale Anpi, Carla Nespolo, e Carlo Smuraglia
Se siamo usciti da un dopoguerra difficilissimo, dopo il 25 aprile 1945, se abbiamo dato vita ad una Costituzione tra le più avanzate del mondo, sappiamo oggi che dovremo fare altrettanto anche questa volta, per consegnare ai nostri figli ed ai nostri nipoti un Paese libero, uguale e solidale, contro ogni forma di odio, di fascismo e di razzismo. E ciò in nome di quel sogno di libertà per cui dettero la vita tante donne e tanti uomini nel periodo fascista e nella Resistenza
Sarà questa la nostra forza; e con questo spirito potremo intonare ancora una volta la nostra canzone più cara. Bella Ciao, non per festeggiare una data guardando al passato, ma per affrontare con forza, decisione e impegno un futuro di pace, di democrazia, di libertà.
Carlo Smuraglia, Presidente Emerito Anpi
.
Iscriviti a:
Post (Atom)


